Oltre la chemioterapia nel trattamento dei tumori ematologici

La ricerca di terapie personalizzate e mirate punta a rivoluzionare il trattamento.

Al Congresso annuale dell’American Society of Hematology (ASH) 2017 , decine di migliaia di ricercatori nel campo dei tumori ematologici provenienti da tutto il mondo si sono riuniti per discutere degli importanti progressi ottenuti negli ultimi dieci anni. Wim Souverijns, Vice Presidente Global Marketing Ematologia e Oncologia di Celgene , ha condiviso le sue riflessioni sullo stato attuale della ricerca sui tumori ematologici.

WIM SOUVERIJNS DI CELGENE

WIM SOUVERIJNS, VICE PRESIDENTE GLOBAL MARKETING EMATOLOGIA E ONCOLOGIA DI CELGENE, CONDIVIDE LE SUE CONSIDERAZIONI SULL’ATTUALE STATO DELLA RICERCA SUI TUMORI DEL SANGUE.

Quali sono le principali sfide dei ricercatori nel trattamento dei tumori del sangue?

“Tutti noi vogliamo curare i tumori, ma nella maggior parte dei casi siamo ancora molto lontani dal poterlo fare. Tuttavia stiamo lavorando per colpire i tumori in modo trasformativo . Vogliamo migliorare le terapie attuali e nello stesso tempo oltrepassarle, quando possibile, investendo in tecnologie diverse in grado di cambiare radicalmente lo stato della patologia. Vediamo questa possibilità di trasformazione con le terapie cellulari CAR-T [anche chiamate immunoterapie] sperimentali”.

In che modo le terapie cellulari CAR-T stanno trasformando il trattamento dei tumori ematologici?

“Queste terapie hanno già un enorme impatto sulla leucemia linfoblastica acuta in quanto forniscono la possibilità di risposte durature nei bambini che ne sono affetti. La stessa possibilità esiste per il linfoma, e i dati presentati quest’anno all’ASH sono fondamentali per integrare tali progressi nella pratica clinica”.
“Nel mieloma multiplo, in cui la natura della patologia è diversa, le cellule CAR-T potrebbero non essere curative ma probabilmente aiuteranno a controllare meglio la patologia. I primi dati mostrati al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology 2017 hanno avuto un forte impatto. Ora stiamo aspettando i follow-up di più lungo termine per confermare le nostre aspettative”.

Quali sfide rimangono da affrontare nelle terapie cellulari CAR-T?

“Sono sfide molto diverse da quelle che conosciamo e che utilizziamo per curare le malattie poiché esistono complessità logistiche nel loro utilizzo. Dobbiamo prelevare le cellule dei pazienti, trasferirle in un centro di produzione, trasformare queste cellule in cellule CAR-T, rimandarle in ospedale e re-infonderle modificate nei pazienti, il tutto nel giro di due o tre settimane”.

“Ci aspettano molte domande e discussioni sugli aspetti clinici e sui problemi operativi. Ci sarà un impatto significativo su forza lavoro, configurazione organizzativa e risorse. Il nostro obiettivo è far sì che questa terapia sia un successo nella pratica e non solo negli studi clinici”.

Quali altri approcci sono stati esaminati?

“Abbiamo esaminato più dati su terapie mirate che promettono di migliorare gli esiti dei trattamenti. Attaccando mutazioni specifiche, questi trattamenti possono modificare le basi molecolari della malattia. Proporremo dette terapie solo per i pazienti che presentano una mutazione particolare e che sono attesi essere responsivi. L’utilizzo di terapie mirate richiederà un maggior numero di analisi delle mutazioni per il tumore di ogni paziente rispetto a quante ne facciamo oggi”.

“I ricercatori stanno anche iniziando a cercare modi per combinare terapie in modo da beneficiare di sinergie naturali tra diverse classi di terapie. Stiamo anche esaminando regimi che non prevedono chemioterapia. Per molto tempo, infatt,i lo standard di cura è stato la chemioterapia, nonostante la sua natura aggressiva, che può influire sulle cellule tumorali ma anche sulle cellule sane”.

Il mieloma multiplo …è diventato il fulcro dell’ASH, con centinaia di sperimentazioni in diversi stadi.

C’è un particolare tumore ematologico che sta conoscendo progressi sostanziali?

“Dati significativi sono stati presentati nell’ambito del mieloma multiplo, che era patologia di nicchia, ma è diventata un fulcro dell’ASH con centinaia di sperimentazioni a diversi stadi”.

“Siamo confidenti che i numerosi studi sul mieloma multiplo attualmente in svolgimento saranno in grado di supportare la validità di questi nuovi trattamenti. Gli studi avviati diversi anni fa stanno ora iniziando a darci una visione migliore dei benefici dei nuovi trattamenti”.

Per saperne di più sull’entusiasmo che circonda la tecnologia delle cellule CAR-T, leggere “Armare le cellule T con dispositivi di homing”.

Fonte: Celgene.com