Identificare le cellule tumorali è possibile

Le nuove tecnologie possono aiutare le cellule immunitarie a identificare quelle tumorali usando segnali all’interno o all’esterno di esse

Il sistema immunitario è il principale sistema di difesa del nostro corpo nei confronti delle minacce interne o esterne. Virus e batteri non sono gli unici pericoli per l’organismo, ma il sistema immunitario viene coinvolto anche nella protezione contro i tumori.

Le cellule tumorali tuttavia riescono a nascondersi al sistema immunitario, ragion per cui i tumori possono essere difficili da trattare. Per questo i ricercatori stanno creando strumenti per aiutare le cellule immunitarie dei pazienti a individuare le cellule tumorali in modo più efficace e, quindi, ad ucciderle.

Un metodo che recentemente si è reso disponibile per la leucemia infantile è quello di ingegnerizzare le cellule T del paziente (un sotto-tipo di globuli bianchi) per riconoscere le proteine che si trovano sulla superficie delle cellule tumorali. Questo tipo di terapia è chiamata terapia cellulare del recettore chimerico per l’antigene (CAR) T.

Con la tecnologia delle cellule CAR-T, i medici prelevano alcune cellule T da un paziente e le modificano geneticamente con un segnale di riferimento per le proteine prodotte dai tumori. Le cellule T appena armate vengono quindi moltiplicate in miliardi e reinfuse nel paziente per “agire” contro il tumore.

Il tipo di CAR ingegnerizzato per un paziente dipende dal suo tumore. Ad esempio, il recettore speciale potrebbe colpire una proteina chiamata CD19, che si trova sulla superficie di molte cellule tumorali relative a leucemie e linfomi, tra cui il linfoma diffuso a grandi cellule B. Oppure il CAR potrebbe essere progettato per programmare le cellule T contro una proteina chiamata antigene di maturazione delle cellule B che si trova sulle cellule tumorali del 70% dei pazienti con mieloma multiplo.

I ricercatori stanno attualmente studiando il modo per migliorare questa tecnologia sintonizzando con precisione il rapporto tra i diversi tipi di cellule T restituiti al paziente. L’idea è di fornire ai pazienti la giusta combinazione di cellule killer (chiamate cellule CD8 T) e cellule che si ritiene contribuiscano a rendere le cellule killer più mobili e ad arruolare ulteriori cellule immunitarie (cellule CD4 T).[i]

Mentre le terapie con le cellule CAR-T utilizzano marcatori all’esterno delle cellule tumorali per combatterle, un’altra strategia immunitaria in fase di sviluppo è diretta all’interno di esse. In questo caso, alle cellule immunitarie del paziente viene fornito un recettore di cellule T (TCR) ingegnerizzato che le aiuta a riconoscere parti di proteine all’interno delle cellule tumorali. Quando questi frammenti di proteine trovano la strada verso la superficie della cellula tumorale il TCR ingegnerizzato si ritiene essere in grado di aiutare le cellule T ad attaccarsi saldamente alla cellula cancerosa.

Sia dall’interno che dall’esterno le cellule tumorali producono proteine che le rivelano come ospiti indesiderati per l’organismo. Sfruttare la potenza del sistema immunitario per individuare meglio questi segnali potrebbe offrire nuove speranze ai pazienti che attualmente hanno poche alternative di cura.


[i] Abbas AK, Lichtman AH, Pillai S. Cellular and Molecular Immunology. 8 ed. Philadelphia, PA: Saunders Elsevier; 2012.