Carcinoma pancreatico:nuove risposte a un’emergenza medica

Continua la ricerca di una svolta terapeutica per quello che in poco tempo diventerà il secondo tumore più letale in Europa

Una diagnosi di carcinoma pancreatico è devastante. Il carcinoma pancreatico è uno delle neoplasie maligne a più alta mortalità, nella maggioranza dei casi i pazienti vanno incontro a decesso entro sei mesi1 – meno di tre mesi, se la malattia è metastatica.2 Nei pazienti con diagnosi di adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC), la forma più comune, i tassi di sopravvivenza a cinque anni sono inferiori al 4%. Questi numeri sono solo un primo passo per capire la patologia e malgrado l’attuale infausta prognosi, vi sono motivi per credere che ciò possa accadere.

Ali Stunt è delle poche pazienti sopravvissute al carcinoma pancreatico. Fondatrice e Chief Executive di Pancreatic Cancer Action, un ente benefico britannico impegnato a creare consapevolezza e promuovere la diagnosi precoce, nel 2007 ha dovuto fare i conti con una diagnosi di adenocarcinoma localizzato nella coda del pancreas. La prognosi è stata ancor più sconcertante perché Ali non presentava fattori di rischio evidenti: non fumava, aveva meno di 60 anni (41 all’epoca) e nessuna familiarità per il carcinoma pancreatico.

Ali è convinta di essere sopravvissuta grazie a una diagnosi precoce, giunta solo dopo essersi più volte recata dai medici lamentando dolore ricorrente alla schiena. “Il mio non era stato considerato un caso urgente perché nessuno aveva preso in considerazione la possibilità che fosse un tumore, ma io sapevo che qualcosa non andava e continuavo a tornare dai medici. Se, da un lato, avere un carcinoma pancreatico è senza ombra di dubbio una sfortuna nera, dall’altro sono stata molto fortunata perché la diagnosi è stata precoce e hanno potuto operarmi”, racconta Ali. Infatti meno del 20% dei casi la malattia è operabile.3 Per molti pazienti la diagnosi giunge troppo tardi, quando il tumore ha già iniziato a diffondersi ad altri organi.

Il tumore al pancreas ha delle caratteristiche biologiche particolari, che spiegano i motivi per i quali è una neoplasia così grave – spiega il Prof. Stefano Cascinu, Direttore dell’Oncologia al Policlinico di Modena  E’ difficile attuare una vera diagnosi precoce, però abbiamo ampi margini per migliorare le chance di cura di molti pazienti. In alcuni casi, infatti, è possibile attuare un percorso preventivo, ad esempio per persone con una familiarità alle mutazioni del gene BRCA1-2, persone con sindrome di Lynch di tipo 2 e pazienti affetti da pancreatite cronica. Sarebbe opportuno anche un attento monitoraggio da parte dei Medici di Medicina Generale, rispetto a quei pazienti che, improvvisamente, intorno ai 50 anni sviluppano una forma di diabete, sui pazienti obesi e sui fumatori”.

In attesa di poter trovare soluzioni terapeutiche maggiormente efficaci, sarebbe possibile mettere in atto delle misure per offrire una maggiore aspettativa di vita al paziente. “La gestione del tumore pancreatico è spesso difficile – dichiara il prof. Cascinu  E’, infatti, fondamentale che i medici delle diverse specialità si coordinino in modo ottimale, per prendere le decisioni terapeutiche più appropriate, mettendo in atto una strategia che garantisca l’applicazione di tutte le migliori opzioni terapeutiche dirette alla migliore gestione della patologia per ogni tipologia di paziente”.

 Una migliore comprensione della genomica della malattia potrà dare un contributo fondamentale alla svolta necessaria. Di recente sono stati compiuti grandi passi avanti nella ricerca: il sequenziamento dell’intero genoma dell’adenocarcinoma duttale pancreatico realizzato da un gruppo di ricercatori in Australia ha portato all’identificazione di quattro sottotipi di carcinoma pancreatico sulla base di variazioni strutturali nel DNA,4 mentre un gruppo di ricerca statunitense ha identificato un gene specifico, ATDC o TRIM295, uno dei tanti geni che giocano un ruolo chiave nella progressione dei tumori pancreatici pre-invasivi in metastatici. Questi progressi aprono la via ad approcci terapeutici più mirati.

Oltre alla genomica, è fondamentale concentrarci anche sul microambiente nel quale le cellule sono immerse – afferma il Prof. Cascinu  La comprensione di come le cellule tumorali interagiscono con l’ambiente, la definizione del ruolo dell’infiammazione come evento chiave nei meccanismi di progressione della malattia, della resistenza alla chemioterapia e all’immunoterapia, sono aspetti fondamentali per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici”.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che il modo più efficace per compiere passi avanti nel trattamento del carcinoma pancreatico è attaccare la malattia su più fronti.

Dopo la prima Giornata mondiale del carcinoma pancreatico (13 novembre 2014) sono state lanciate diverse importanti iniziative a livello UE.

I deputati del Parlamento europeo hanno rivolto un appello agli Stati-membri e alle istituzioni affinché il carcinoma pancreatico sia considerato una priorità e oggetto di iniziative UE allo scopo di promuovere la ricerca, migliorare la raccolta dati attraverso i registri della malattia, identificare strumenti e metodi per una diagnosi più precoce, diffondere la conoscenza della malattia tra il pubblico e migliorare lo standard di cura passando dalla terapia palliativa al trattamento attivo.

È stata lanciata una piattaforma europea, con la collaborazione delle parti interessate, che riunisce rappresentanti delle Associazioni Pazienti, medici, accademici, policy maker e rappresentanti dell’industria con l’obiettivo comune di migliorare gli outcomes per i pazienti (Celgene è uno dei promotori della piattaforma e membro del comitato). Ali Stunt ha presenziato alla prima riunione a Bruxelles in veste di rappresentante per il Regno Unito dei pazienti con carcinoma pancreatico e delle loro famiglie. È ottimista sull’impatto positivo che un simile gruppo possa avere: “E’ risaputo che per decenni i pazienti con carcinoma pancreatico in Europa sono stati trascurati, destinando fondi insufficienti alla ricerca su questa malattia. È entusiasmante vedere che vi è una reale motivazione al cambiamento e che questo cambiamento è già iniziato grazie a diverse forti iniziative di sensibilizzazione e azioni di lobbying che saranno annunciate in occasione del meeting dello European Pancreas Club a giugno”.

Mentre negli ultimi due decenni sono stati compiuti enormi progressi per migliorare gli esiti per un’ampia percentuale dei pazienti oncologici, purtroppo non sono stati registrati consistenti miglioramenti nel trattamento del carcinoma pancreatico. Infatti, per circa vent’anni non si è verificato un miglioramento significativo dei tassi di sopravvivenza.6 Il carcinoma pancreatico è attualmente la quarta causa di morte per cancro in Europa,7 ma entro il 2020 supererà il carcinoma mammario come seconda principale causa di morte per tumore.8 Sono pertanto necessarie una diagnostica precoce e nuove terapie per migliorare gli esiti di questa patologia.

Fino a poco tempo fa il trattamento standard di prima linea per il carcinoma pancreatico era rappresentato dalla gemcitabina, approvata nel 1997. Il carcinoma pancreatico è una patologia difficile da trattare e a oggi solo tre farmaci hanno ricevuto l’approvazione dell’autorità regolatoria nella UE.9 Celgene è una delle poche aziende farmaceutiche impegnata nella ricerca sul carcinoma pancreatico con nab-paclitaxel, approvato nella UE come terapia di prima linea del carcinoma pancreatico metastatico in associazione a gemcitabina. Inoltre, sono in corso studi su 39 nuovi agenti in associazione a nab-paclitaxel con la speranza di migliorare ulteriormente la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma pancreatico metastatico.

Oggi sono oltre 100.00010 le persone che in Europa convivono con una diagnosi di carcinoma pancreatico; e poiché questo numero è destinato a salire nei prossimi anni, a causa dell’invecchiamento della popolazione, vi è la necessità urgente di cercare nuove risposte all’emergenza medica del carcinoma pancreatico.


References:
1. Mukherjee 2008. Clinical Oncology. Pancreatic cancer within a UK Cancer Network with Special Emphasis on Locally Advanced Non-Metastatic Pancreatic Cancer.
2. Carrato 2014. Systematic Review of the Burden of Pancreatic Cancer in Europe: Real-world impact on Survival, Health Economics and Quality of Life. Beaujon conference abstract.
3. M. Hidalgo, “Pancreatic cancer,” The New England Journal of Medicine, vol. 362, no. 17, pp. 1605–1617, 2010.
4. Nature 518,495–501 (26 February 2015) www.nature.com/nature/journal/v518/n7540/full/nature14169.html
5. Genes & Dev. 2015. 29: 171-183: http://genesdev.cshlp.org/content/29/2/171.short
6. Cancer Research UK. Cancer survival statistics. www.cancerresearchuk.org/cancer-info/cancerstats/types/
7. Malvezzi 2014. Annals of Oncology. European cancer mortality predictions for the year 2014.
8. Pancreatic Cancer Action network. 2012. The alarming rise of pancreatic cancer deaths in the United States… www.pancan.org/wp-content/uploads/2013/01/incidence_report_2012.pdf
9. BIOtechNOW. Oncology Clinical Trials – Secrets of Success www.biotech-now.org/business-and-investments/2012/02/oncology-clinical-trials-secrets-of-success
10. Globocan/IARC fact sheet 2012: http://globocan.iarc.fr/Pages/fact_sheets_population.aspx

Milano, gennaio 2016